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Quando si pronuncia la parola “pop”, tra i nomi che vengono subito in mente c’è Britney Spears. Nel lontano 1998, quando esplose con …Baby One More Time, ben pochi avrebbero immaginato che una semplice ragazza di sedici anni avrebbe, di lì a poco, tenuto il mondo in pugno, perso nelle pieghe delle sua gonna da scolaretta e vinto dalle sue irresistibili melodie. Melodie che in tredici anni di carriera hanno acquistato sempre più spessore e conquistato l’apprezzamento della critica, oltre ad innumerevoli premi tra cui un Grammy Award, e che ispirano i lavori delle sue più anziane colleghe. È successo con l’album che forse è, fino ad oggi, il più acclamato dalla critica e dai fan, Blackout, uscito nell’ottobre del 2007, che ha ispirato la sua musa, Madonna, con la quale ha creato uno dei momenti più memorabili della storia di MTV con il bacio saffico ai Video Music Awards del 2003.
Blackout non è soltanto uno degli album migliori dello scorso decennio (il prestigioso quotidiano The Times lo ha posto addirittura alla quinta posizione nella classifica dei migliori album degli ultimi dieci anni) ma è anche il tanto discusso periodo nero della vita personale di Britney, che ha portato, per una sorta di contrappasso artistico, al capolavoro che vede la sua firma come produttrice esecutiva. In tutto il mondo quei mesi difficili appartengono ormai alla storia passata e sono solo il memento della forza di questa ragazza e della sua capacità di tornare sulla giusta rotta. In tutti i paesi tranne il nostro. Se il “blackout” ha coinciso con un’innegabile evoluzione e ricercatezza nella carriera artistica di Britney e ad un maggiore apprezzamento anche da parte delle orecchie più esigenti, così non lo è stato in Italia.

Una volta abbandonata l’immagine pura e candida di teenager ingenua e sempre col sorriso stampato in faccia – immagine che male si sarebbe effettivamente addetta ad una donna e madre qual’era diventata Britney – le radio italiane hanno cominciato a non passare più le sue canzoni, anche quando queste sono risultate essere delle vere e proprie hit nel resto del mondo. Aggiungiamo poi una sempre più negativa ed errata pubblicità dei nostri media negli ultimi anni, che non perdono mai occasione – come accaduto lo scorso dicembre in occasione del suo trentesimo compleanno – di riportare in luce quel periodo “nero” nella vita di Britney (cosa che nel resto del mondo è ormai storia vecchia).
Il risultato ottenuto è che gli ultimi due tour mondiali, il Circus Tour, terminato nel novembre del 2009, e l’esplosivo Femme Fatale Tour di quest’anno, non hanno fatto tappa in Italia, nonostante abbiano visitato quasi tutta l’Europa e riscuotendo in tutto il mondo un enorme successo. L’ultima volta che il bel paese ha avuto il piacere di ospitarla è stato nel 2004, quando ha fatto entrare i fan nel suo magico Onyx Hotel. Così era infatti chiamato il tour di supporto al suo quarto album In The Zone (album che contiene il duetto con Madonna Me Against The Music ed una delle canzoni più memorabili del decennio,Toxic). La reazione dei fan fu calorosissima e lo spettacolo fu un gran successo. Adesso quegli stessi fan sono cresciuti, e a loro se ne sono aggiunti di nuovi, a molti dei quali è stata dunque preclusa la possibilità di vivere un’esperienza straordinaria quale è quella di assistere ad un concerto di Britney Spears. È un’occasione unica non solo di sentire delle eccelse produzioni musicali, ma è anche un’opportunità per rimanere incantati dallo spettacolo in sé, dai suoi giochi di luce, dai suoi fuochi d’artificio e dalle sue scenografie mozzafiato.
Perché Britney Spears non è solo musica. I suoi video e le sue esibizioni hanno lasciato un marchio indelebile nell’immaginario collettivo di chi è cresciuto a cavallo tra i due millenni, sia che balli in una aderente tuta rossa su Marte, sia che si muova come un’odalisca con un serpente al collo, tanto da farle ricevere a soli 29 anni il premio MTV alla carriera (il Michael Jackson Vanguard Award). L’ultimo suo album, che a marzo 2011 ha debuttato alla prima posizione negli Stati Uniti D’America, ce la presenta come una Femme Fatale, una donna inarrestabile che dopo tutti questi anni è ancora in grado di sfornare impareggiabili hit, come Hold It Against Me,Till The World Ends, I Wanna Go, e l’ultima ballad up-tempo Criminal, tutte entrate in top ten, non solo in America ma anche nel resto del mondo. A trent’anni il suo lascito è già notevole e fa invidia ad artisti ben più navigati. Quello a cui però i suoi innumerevoli fan guardano è il futuro, futuro che sono sicuri continuerà a risplendere per quella che è, intramontabilmente, la Popstar per eccellenza.
Davide per Britney Fans Club
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